Questo film ha un grande merito, l’aver esaltato la corporeità come dimensione autentica dell’essere a tal punto che il film si sarebbe potuto chiamare tranquillamente Il corpo di Adele.
Si perchè in realtà Adele vive mediante il proprio corpo più che con i propri sentimenti ed emozioni.
Mangia in continuazione e in maniera vorace, intensa ed istintuale.

Vive la propria corporeità come liberazione del proprio modo di essere, cerca la sua strada nel mondo proprio attraverso il corpo. Il suo amore ha consistenza fisica prima di ogni altra cosa, il suo corpo galleggia nell’acqua consentendole di stare a galla, quando tutto sembra sprofondare nell’abisso.
I suoi sentimenti sono ingarbugliati, incerti, intensi e certamente complicati, ma il suo corpo procede in maniera quasi separata, come se non fosse semplicemente espressivo di scenari profondi, ma fosse capace di dischiudere una verità intima irrinunciabile.

Infine nel film non ci sono cellulari, nè sms nè facebook, come anche qui forse a dimostrare la necessità di un rapporto diretto, fisico, non mediato dalla tecnologia.