Month: October 2012

Domenica pomeriggio


E’ passato del tempo dall’ultima avventura psico-geografica, quest’oggi complice un pomeriggio d’ottobre caldissimo, ho girovagato senza meta con un caro amico artista.
Abbiamo vagato molto, per la verità il nostro girovagare è iniziato alle 5 del mattino. Invece di prendere un banale taxi abbiamo deciso di affrontare a piedi una strada che sembrava essere molto breve e che si è rivelata estenuante.
Ci siamo imbattuti in ristoranti che hanno chiuso i battenti, anziani che giocavano felici a bocce con un’intensità rara, signori dall’aria assorta, distesi su panchine ed avvolti in coperte grigie dediti a bere vino contenuto in parallelepipedi di cartone. Palazzi che nel frattampo sono stati abbattuti lasciando cumuli di macerie che presto diventeranno loft, baristi dal taglio di capelli super strutturato.
Poi c’era caldo, abbiamo riparlato del legami sentimentali, abbiamo rivisto in noi stessi i solchi che hanno lasciato le persone che ci hanno amato e che abbiamo amato, la Feltrinelli in cui l’occhio è caduto immancabilmente sulla sezione Scienze sociali (angolino psicologia e psichiatria). Poi caffè scadenti, io che ho abbracciato un bracco di Weimar di nome Otello, un gufo di ceramica di Caltagirone in una vetrina, innumerevoli ed improbabili pubblicità che avremmo voluto manipolare, una puntatina sull’arte ed il suo valore. Insomma una domenica speculativa, eh si direi proprio speculativa.

milano est


wheatpaste estrema periferia Milano est

Glauco sul fondo del mare

La verità da noi esposta si riferisce all’attuale situazione dell’anima afflitta da mali innumerevoli, come Glauco, dio del mare, la cui forma originaria può a mala pena essere distinta, perchè parti del suo corpo sono state spezzate o corrose, o completamente sfigurate dalla onde; vi sono poi cresciute sopra erbe, rocce e conchiglie, per cui ora Glauco assomiglia a qulungue altro essere vivente e non più a se stesso.
Platone Repubblica 611 c-d

Caro Cartesio

Fino ad ora quello che ho ammesso come vero al massimo grado, l’ho tratto dai sensi o per mezzo dei sensi; tuttavia mi sono accorto talvolta che essi ingannano, ed è atteggiamento prudente non fidarsi mai di quelli che ci hanno ingannato anche solo una volta.
Meditazioni metafisiche 1641

Caro Cartesio, magari bastasse solo non fidarsi dei sensi che certamente ci hanno ingannato una volta. L’inganno è ben più radicale sia per il piacere che si ha nell’ingannarsi, sia per la difficoltà nel comprendere la natura dell’inganno.