Carlo Rovelli su Heidegger

heidegger

Martin Heidegger

Gentile Prof. Rovelli,
Dopo la lettura del suo articolo sulla Lettura del Corriere della Sera, devo ammettere che sono rimasto abbastanza colpito dai suoi pensieri, che ahimè colgono solo parzialmente il pensiero heideggeriano.
Mi limiterò a mostrare i limiti dei suo discorso senza minimamente toccare il tema dell’antisemitismo e dell’ odiosa adesione al nazismo da parte di Heidegger perché meriterebbero una trattazione dedicata e puntuale.

Le fa certamente onore in qualità di fisico aver avuto il desiderio di confrontarsi con Essere e Tempo, e l’aver colto i punti cruciali del discorso heideggeriano relativi all’importanza della vissuto e all’esperienza dell’essere e la sua relazione con la temporalità.

Risulta però inaccettabile il pensare ad Heidegger come colui che attraverso Essere e Tempo abbia voluto esprimere certezze finali, o l’aver avuto idea di erigere punti di partenza assoluti.
La filosofia è per sua stessa natura contraria a qualsiasi forma di universalità, e va pensata esclusivamente come un’avventura del pensiero, priva di qualsiasi fondazione stabile ed imperitura. Altrimenti si tratterebbe di religione e non di filosofia.

Sul limitato punto di vista di un esserino che non riesce se non a pensarsi se non il centro credo che sia caduto in un profondo equivoco dettato forse da una lettura estiva superficiale di Essere e Tempo, come da sua palese ammissione. L’essere è essere nel mondo, In-der-Welt-sein e sarebbe impensabile senza il mondo in cui è immerso.
Mi permetta di citarle la sindrome dell’arto fantasma indagata da Merleau-Ponty, essa si verifica dopo la mutilazione di un arto. Il corpo vive una tremenda mutilazione di ciò che prima poteva raggiungere e che adesso gli è impossibile vivere. Quello che gli manca è proprio il mondo stesso.

Tralascerò le tematiche relative al linguaggio definito involuto, ampolloso e contorto caratteristica essenziale di Heidegger, nella profonda convinzione che il linguaggio rifletta le strutture del pensiero e quindi in questo caso rifletta la complessità del continente Heidegger.

Infine la prego, sullo sciamanesimo o presunto tale, lasciamo che le convinzioni della filosofia anglosassone con cui è venuto a contatto negli Stati Uniti restino negli Stati Uniti, paese che storicamente non ha certo mai brillato rispetto a prospettive o tematiche filosofiche.

Un cordiale saluto,

Umberto Tesoro

*I corsivi sono dell’autore dell’articolo C. Rovelli Natura e individuo. Un fisico a tu per tu con Heidegger, La Lettura 6 Dicembre 2020

Lascia un commento