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Alicudi – 1

guardie e ladri

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dopo

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Base magica

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Piero Manzoni utilizza un contrappunto volto a sovvertire in maniera definitiva la visione delle cose.
Non basta semplicemente costruire una solida Base del mondo capace di sorreggere la terra, non è sufficiente creare un supporto di legno su cui posizionare delle Sculture viventi, non serve a nulla firmare attestati di autenticità, utilizzare le proprie impronte digitali del pollice su uova sode da consumare durante una performance.

L’intento è diametralmente opposto, ovvero distruggere l’autorevolezza, annientare attraverso il rituale legale dell’attestato di autenticità dell’opera l’opera stessa. Un processo che è agli antipodi di una funzione fondativa di senso dell’artista. L’arte non ha alcuna prospettiva sul senso, si limita semmai solo a descrivere le pieghe della vita addensate esattamente come il caolino bianchissimo sulla tela.

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white sand

nel mentre

Oggi è scomparso Claudio Sinatti, maestro dolcissimo e di una gentilezza assoluta. Raramente ho conosciuto una persona cosi delicata, appassionata e seria. Nel mentre la sua bacheca su facebook diviene luogo di encomi funebri paradossali, qualcuno nei giorni precedenti lo invitava a combattere contro la malattia.
Mi domando come si possa pensare di combattere contro un nemico invisibile che domina il tuo corpo, che succhia via le risorse fisiche e mentali, come si può procedere con queste banalità?
Non moriamo perchè ci ammaliamo, ci ammaliamo perchè fondamentalmente dobbiamo morire, come ricorda giustissimamente M. Focault.

Retrobottega

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Nuvole biancastre

Il ferroviere

Solo seduto sotto un albero a guardare la campagna e fumare. E’ stato sempre così, io così me lo ricordo.
Io d’estate passavo e mi sedevo accanto a te, tu fumavi delle sigarette senza filtro dal pacchetto verde acqua con un elegante galeone nero disegnato. Mi ricordo la fatica per distrarti e rubarti almeno una sigaretta, mi ricordo le cose che raccontavi che mi sembravano un pò strambe ma mi divertivano.
C’erano sempre treni, ferrovieri, vagoni, viaggiatori senza biglietto, donne succinte, e poi c’era il regolamento ferroviario, che per quanto assurdo mi sembrava lo seguissi alla lettera.
Rappresentava quell’esattezza che tutti avrebbero voluto conoscere di più, nero su bianco nella propria vita. Forse rappresentava la giustizia, chissà. Ad esso comunque ci si poteva appellare, aggrappare come ultimo baluardo di fronte alle incertezze totali.
Forse si trattava di semplificazioni, forse lo volevi violare solo perchè non sempre era giusto attenersi ad esso. Non saprei dire.

Fumavi, fumavi sempre.
Ammetto rimasi un pò interdetto quando capii che avevi smesso di fumare, si è vero fa male ma io so che ti piaceva e non capii mai perchè veramente hai voluto smettere.
Ti piaceva il calcio, ma soprattutto ti piaceva giocarlo da giovane, gli occhi cerulei ti si illuminavano quando raccontavi le tue prodezze mentre un sorriso sghembo lasciava intravedere i tuoi denti storti e macchiati dalla nicotina.

Che la terra adesso ti sia lieve.

ogni reazione

Ogni reazione ci dice qualcosa di chiaro sul contesto che l’ha determinata, ma ci dice veramente poco della verità del soggetto. Reagire a qualcosa è un primo passo, serve ad aprire una via, ma il resto è ancora da fare.