dea bendata

Inutile sottolineare quanto l’opera del Ricciardi corrisponda ad un preciso transfert antropologico verso il primordio. Come negare alla sua produzione una solenne appartenza al tessuto concettuale di Vincenzo Gemito? Questi vuoti creati dalla materia hanno una densità che a tratti sfiora la pienezza.
Il suo percorso tocca l’informale, per poi ritornare con ricadute pensati, nel figurativo.

Le teste bendate sono oggetti fascinatori, opere metafisiche che esprimono lo spirito in senso assoluto. Ceramica bloccata in questo bianco pastoso che crea sfumature irripetibili, capaci di formalizzare la tragedia, attraverso un impianto informale esaltante.