“Forse Lei comprenderà che Scheler, Heidegger e così tutti gli ‘allievi’ di una volta, non hanno compreso il senso vero e profondo della fenomenologia – il suo senso trascendentale che è l’unico possibile – e tutto ciò che esso implica. Certo, non è facile impossessarsi di questo significato, ma io credo che valga la pena di tentare. Forse Lei riuscirà a comprendere che io, non per ostinazione, ma seguendo un’intima necessità, ho percorso da solo il mio cammino per così tanti anni – un cammino che io sostengo in una nuova dimensione di domande e di risposte – e per quale motivo abbia ritenuto che l’oscuro misticismo della filosofia esistenziale alla moda e del relativismo storicistico, con la sua pretesa superiorità sono il fiacco fallimento di una umanità divenuta priva di forze, che si è sottratta all’enorme compito che il crollo dell’ ‘età moderna’ nella sua totalità poneva ad essa e che ancora pone: a noi tutti.”

(Lettera di E. Husserl a K. Löwith, Febbraio 1937)