compagni di classe

L’ingegnere

L’ingegnere nasce ovviamente da un papà ingegnere ed una madre segretaria del padre. Affetto da una miopia devastante era accompagnato dai suoi fidi fondi di bottiglia, unici capaci di dargli uno sguardo sul mondo nitido, altrimenti naturalmente sfocato.
L’ho conosciuto alle scuole elementari, e non l’ho lasciato più fino al liceo.
Anni tormentosi dell’adolescenza, ragazzo altissimo e dall’andatura dinoccolata, il volto segnato dalle fide lenti, ed una sigaretta sempre in bocca dall’adolescenza.
A scuola non era particolarmente appassionato di nulla, avrebbe potuto fare qualsiasi cosa se il padre non fosse stato un ingegnere, eppure io l’ho sempre immaginato assicuratore. Cavilli, clausole contrattuali, note a piè di pagina che nessuno avrebbe mai letto, quello il suo mondo, una pacca sulla spalla e una biro pronta a farti firmare il contratto d’assicurazione, non conta il motivo, lui c’era a farti firmare la quietanza.

Vagamente destrorso ma non per convinzione, più per inerzia paterna, vagheggiava le gesta del duce con fare italico, capace di superficialità ed ingenuo patriottismo. La storia la studiava per capitoli, uno dopo l’altro lasciandoli scivolare velocemente, ma non si capiva bene cosa gli restasse fermo nell’animo.

Da grande non so cosa lui volesse fare, ma gli tolsero l’imbarazzo della scelta. Ingegnere era scritto nel suo DNA, esattamente come il padre, ingegneria navale, una disciplina nobile ed antica in una città dal prestigio portuale come Napoli.
La tesi di laurea fu scritta su modello di mille altre, sul tema di una traghetto ovvero nave passeggeri.
Non perse tempo, scopiazzando il progetto di una nave passeggeri scandinava degli anni ’80 riuscì a laurearsi solo 4 anni fuori corso, ma questo era un dettaglio visto che un lavoro allo studio ce l’aveva già.

Sinistri Navali, questo il sottotitolo sotto la placca d’ottone del suo studio.
Non l’ho più visto, nè sentito, ogni tanto mi torna in mente il suo viso da bonaccione che non ti avrebbe mai fregato, sigaretta alla bocca ed una giacca di montone marrone chiaro.

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