compagni di classe, passato

il medico

Lo ricordo chiaramente quel ragazzo timido, sempre molto compito che osò leggere I Buddenbrook in seconda liceo. Nella sua cameretta di adolescente dal parquet chiaro, aveva un telescopio bianco puntato verso le stelle. Non ebbi mai il coraggio di chiedere esattamente cosa guardasse con quello strumento. Era magrolino, silenzioso, molto studioso ma non saprei se lo fosse più per soddisfare le aspettative di sua madre o per una sua autentica curiosità verso la vita ed il mondo.

Rideva poco, sempre ben vestito, anche se in maniera un pò conformista, scontata. Il suo unico atto di ribellione fu farsi regalare dai genitori una moto a 16 anni, si trattava di un custom e onestamente con la sua aria da primo della classe non fu particolarmente azzeccata a mio avviso la scelta di una moto cosi fuori dalle righe.

Non lo ricordo mai particolarmente partecipe della vita di classe, sempre seduto al primo banco, era un ragazzo intelligente ma abbastanza appiattito sulle convenzioni comuni.
Da grande seppi divenne medico esattamente come il padre, lasciò la sua città di origine come feci io e si trasferì per una strana emigrazione al contrario al sud invece che al nord.
Mi dicono abbia preso moglie, è un uomo felice adesso?
Questo mi sono chiesto diverse volte ripensando alla cerchia di persone che mi circondavano e che la vita
ha posto ad una immensa distanza da me.

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