grande paesaggio ritrovato

Le figure dell’ultimo Ricciardi non sono morsicate come accadeva in passato.
Si dissolvono, questo è l’elemento nuovo. Un inesorabile essere soggetti al tempo, al lavorio del tempo. Lo spettro della natura maestosa e minacciosa che continua a fare il suo corso inesorabile.
I due amanti perdono consistenza, in un abbraccio ad occhi chiusi, pronti a far fronte a quello che sarà. Come sotto una pioggia torrenziale, faticano a mantenere la propria corporeità integra.
I colori accesi di ciò che è lontano (nello spazio ma anche nel tempo) si fanno cupi e saturi quando rappresentano quello che è vicino.

Riflessione sull’inesorabile ed estremo tentativo di trovare un significato?
Resta solo l’abbraccio a dare struttura ad un paesaggio scomposto, sospeso ed assolutamente a-temporale.

1 Comment

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  1. É molto interessante quello che hai scritto. in effetti é proprio quello che sta venendo fuori nel mio ultimo lavoro. Del tempo e del vuoto, nella relativitá di un accaduto o del divenire come eterno ritorno, tutto si smaterializza e cristallizza in uno stesso sospiro. La tela. Non resta neppure il fondo, d’altra parte, sempre impiegato per riempire i vuoti piú grandi…

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