il giovane favoloso

Il film di Martone ha un pregio assoluto ovvero ha un piglio divulgativo che merita il massimo rispetto in questi tempi oscuri fatti di poca memoria e pessimo intelletto.
Inoltre la capacità visiva del film è un ottimo tentativo di esaltare la poesia leopardiana nella sua bellezza totalizzante.
Al di là della ricostruzione filologica, degli aspetti trascurati (impensabile provare a tradurre l’universo leopardiano in 145 minuti) il film è uno spunto di riflessione assoluto sul rapporto tra Leopardi ed il suo mondo. In particolare suscita a mio avviso interesse la possibile relazione tra la visione del mondo di Leopardi e lo stato fisico del suo corpo.

In sostanza il corpo malandato del Leopardi ha avuto un’influenza decisiva sulla costruzione del suo universo poetico? Le sue malferme condizioni di salute hanno influenzato la sua visione del mondo?

La mia risposta è certamente affermativa anche se nel film vi è un passaggio chiave in cui lo stesso Leopardi attribuisce al suo intelletto e non alla sua malattia la sua visione delle cose. In particolare dice: “non attribuite alle mie malattie ciò che è responsabilità del mio intelletto”.
In questo passaggio il Leopardi tradisce un dualismo che non si fa fatica ad attribuire alla scissione cartesiana dei res cogitans da res extensa. Ovvero la scissione dolorosa di anima e corpo.
Possiamo veramente distinguere il corpo dall’anima? Possiamo veramente tenere le due cose separate addirittura tirando fuori l’intelletto?

Caro Giacomino, tu mi hai fatto molto pianger e con diletto dico che sei sommo poeta e magistrale pensatore, ma pensare di distinguere le due cose è un errore, perchè sarebbe come chiedere ad un nano di avere la stessa visione del mondo di un uomo alto due metri e quando parlo di visione dico che il corpo del nano avrà come punto di vista una prospettiva sulle cose radicalmente diversa già solo per la sua altezza da terra!

Perchè il corpo è Leopardi e Leopardi è il suo corpo e poco altro ed in questo non ci vedo nulla di male anzi! Quella fragile corporeità ha prodotto un animo acuto, un intelletto sopraffino ed una intelligenza sublime.