Il tentativo di descrivere un territorio ed i suoi confini, questo l’enorme merito di Giorgio Mortari, una mente lucida, consapevole dell’assoluta finitudine del suo esperimento come dimostra bene quest’intervista di qualche tempo fa. Nelle nostre conversazioni è sempre emerso lucidissimo il suo punto di vista rispetto alla cultura italiana che ruota attorno alla musica elettronica.
Mi diceva sempre: “Non possiamo non tenerne conto del fatto che la stragrande maggioranza dei giovani vuole solo fare festa”, mentre Dissonanze era il risultato di una ricerca precisa volta a scandagliare territori inesplorati, utilizzare il meraviglioso palazzo dei Congressi all’EUR per raccogliere le più interessanti derive della musica contemporanea.

Io ti ringrazio per il bellissimo lavoro che hai fatto in tutti questi anni, per la cura con cui hai tirato su Dissonanze, per aver dato un volto europeo ad una città come Roma che troppo spesso non è altro che la rappresentazione nefasta della cultura italiana.

Ti ringrazio.

Umberto Tesoro